Parastinchi sottili non significa meno protezione: sfatiamo un grande mito

Per anni nel calcio ha dominato un’idea semplice, ma sbagliata:

più un parastinco è grande e spesso, più protegge.

In realtà, l’evoluzione dei materiali e della progettazione ha completamente ribaltato questo concetto. Oggi un parastinco può essere sottile, leggero e allo stesso tempo altamente protettivo. La differenza non la fa lo spessore visibile, ma ciò che c’è dentro.

Da dove nasce il mito dello “spesso è meglio”

I parastinchi di una volta erano spesso ingombranti, rigidi e pesanti.

L’unico modo per garantire protezione era aggiungere materiale, senza un vero studio su come assorbire l’impatto. Questo ha portato generazioni di calciatori ad associare automaticamente dimensione = sicurezza.

Oggi quel modello è superato.

La protezione non dipende dallo spessore

Un parastinco moderno e professionale non lavora “a muro”, ma a dissipazione dell’energia.

Questo significa che l’urto non viene semplicemente bloccato, ma distribuito e assorbito attraverso materiali specifici, progettati per deformarsi in modo controllato.

È per questo che un parastinco più sottile può offrire la stessa – se non maggiore – protezione rispetto a uno spesso e rigido.

Materiali evoluti, non plastica qualsiasi

La vera differenza sta nei materiali.

Un parastinco sottile ma professionale utilizza:

  • gusci in poliammide ad alta resistenza,

  • strutture elastiche in poliuretano,

  • imbottiture in EVA ad alta densità.

Questa combinazione permette di ridurre lo spessore senza compromettere la sicurezza, mantenendo il parastinco leggero, flessibile e resistente agli impatti.

La certificazione è la prova concreta

Qui entra in gioco un elemento fondamentale: la certificazione EN 13061:2009.

Non importa quanto un parastinco sembri sottile o spesso: se è certificato, significa che ha superato test di laboratorio reali, con impatti controllati e verifiche sulla resistenza alla rottura.

Un parastinco sottile ma certificato protegge.

Uno spesso ma non certificato… no.

Comfort e sicurezza vanno di pari passo

Un parastinco troppo ingombrante tende a:

  • limitare i movimenti,

  • scivolare,

  • creare fastidio,

  • essere sistemato continuamente.

Questo porta spesso il giocatore a indossarlo male, abbassarlo o spostarlo, riducendo la protezione reale.

Un parastinco sottile, ben progettato e stabile, invece, resta al suo posto e lavora correttamente per tutta la partita.

Leggerezza = meno affaticamento

La leggerezza non è solo una questione di comodità.

Un parastinco più leggero riduce l’affaticamento muscolare, soprattutto per chi:

  • si allena più volte a settimana,

  • gioca partite ravvicinate,

  • copre ruoli dinamici.

Meno peso significa più naturalezza nei movimenti e maggiore continuità di prestazione.

Sottile non vuol dire fragile

Un altro falso mito è che un parastinco sottile si rompa più facilmente.

In realtà, i materiali moderni sono progettati proprio per resistere alla deformazione e alla rottura, anche con spessori ridotti.

La resistenza non dipende dalla quantità di materiale, ma dalla sua qualità e da come viene utilizzato.

Il vero criterio di scelta

Quando scegli un parastinco, non chiederti:

“È abbastanza spesso?”

Chiediti piuttosto:

  • È certificato?

  • Che materiali utilizza?

  • È progettato per restare stabile?

  • È comodo per il mio modo di giocare?

Sono queste le domande che fanno davvero la differenza.

In conclusione

Un parastinco sottile non è sinonimo di scarsa protezione.

Se progettato correttamente, con materiali avanzati e certificazione europea, può offrire sicurezza, comfort e prestazioni superiori rispetto ai modelli tradizionali più ingombranti.

Nel calcio moderno, la protezione evolve insieme al gioco.

E oggi, spesso, meno si vede… più protegge.

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